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Dolcemente portato dalle onde del passato come è dolce morire tra le dimenticate sponde finchè ti troverò ancora e ancora un'altra volta
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domenica, 31 dicembre 2006
TORNARE A l'INIZIO
Lanterne poggiate
miste a tiepidi rumori,
solchi profondi a contorni di calore,
mentre si disfa una valigia
qualcosa rimane attaccato al ricordo,
brandelli di emozioni uscenti da uno stesso porto,
viaggiando oltrepassando di oltre modo
il sale sulla pelle strisciando lascia un sapore,
come conchiglie che trattengono il rumore,
sordo e placido di onde del mare
Il gioco il sorriso di prati
come attaccati al verso di andare piu in là,
da grande mi appoggio e trovo conforto
a quando il sole penetrava nei muri,
l'alba di nuovi giorni ha infiammare
la via stretta tra pareti di carta,
rilievi abbandoni per il vuoto 
 colmato dal fuoco,
le spiagge del perdono
di  affetti sballati,
resto in piedi tenendo
in mano un bocciolo, 
punto e inizio
per costruire
una rosa
postato da: realta alle ore 07:23 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 30 dicembre 2006
LIBERTA'
Racchiusi dentro le stanze
musica forte assenza di domande,
pensieri che corrono
occhi che cercano un qualcosa di più grande,
come soldati stretti con movimenti uguali
il cielo non risponde troppo semplice portare,
un paradiso solo virtuale,
di sogni sballati frutto di alcol
ed eccessi di anime represse,
meglio staccarsi ed osservare
con foto e disegni,
mettendo a fuoco lo spettacolo
lo straordinario passare dell'istinto,
 in qualcosa che rimane.
Siamo angeli caduti
ma possiamo volare,
comandare la musica
 avvolti in pulsioni
schiarite non sfruttate,
dalle notti buie di signori
come ladri e ventose,
che succhiano sangue
meglio coprirsi
e fermare facendo assaggiare,
solo il sale e non il cuore
di emozioni e desideri,
di esseri semplici
eroi del normale.
 
 
postato da: realta alle ore 11:28 | Permalink | commenti (3)
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VIAGGIATORE
venerdì, 29 dicembre 2006
Tocco di mano su creste di onda,
portare dolcemente una carezza nell'ombra,
raggiunger il viso bianco e timido
afferrato e non, fantasia a coprire  l'io gentile,
vorrei portare il mio vento il passato la storia,
piano piano aprirti la bocca e riempirti,
ma il tempo e le regole sono freno
per chi viaggia più veloce di te.
Spazzare pulendo e mettere insieme,
le foglie secche e frutti dolciastri,
armonia di un inverno penetrato nel cuore,
passioni risalenti a formare un unico cielo,
contorno protezione del tuo corpo
ti vesto e accendo  il sapore antico
di purezza mescolata a l'istinto.
Viaggiatore silenzioso
che strappa le funi
verso la città desiderata,
dall'altra parte del mare 
 di colmare le distanze,
urlando la forza di un uomo
chiamato per nome 
postato da: realta alle ore 06:03 | Permalink | commenti (1)
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