DESCRIZIONE BLOG
Dolcemente portato dalle onde del passato come è dolce morire tra le dimenticate sponde finchè ti troverò ancora e ancora un'altra volta
chi sono
Utente: realta
Nome: jonatan libertà
Uno come tanti, principalmente me stesso
commenti recenti
archivio
categorie
affiliati
Qui metti i tuoi affiliati,mi raccomando non dimenticare di cancellare questo testo :D
amo
odio
Scrivi qui tutto quello che odi
Che ora è?

I MIEI BANNER
Qui puoi inserire il tuo banner per l'affiliazione
TIME
Qui metti un orologio o un calendario
Musica


membri
foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
Sono passati *loading* amici,grazie!!^
Copyright
Images by Google

Template ideato e distribuito da Ariel's Graphic
sabato, 31 marzo 2007
LA PIOGGIA CHE CADE
Volano le guide bagnate
 la pioggia ce umidità nell'aria,
 imprigionata l'anima
a guardar un sole nascosto
un profumo nel bosco,
piccoli rivoli di ruscelli
verso il mare.
 La pioggia,
un silenzio e tace la nuda  terra
a formare vapore,
 un gabbiano discende
a toccare acqua dolce.
Il vento non risponde
troppo tempo a chiamare,
 l'uomo che si asciuga
e si lava dal sale.
La pioggia che cade,
viene voglia di cantare
al tempo di piccoli rumori,
dalla finestra  un raggio di sole.
postato da: realta alle ore 07:55 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 31 marzo 2007
PRIGIONE E LIBERTA'
Calcolo deformato
 a volte ripiegato su se stesso,
animale percosso umiliato censurato,
il richiamo dell'ignoto grido senza fine,
al passaggio di cime innevate di bianco.
Sostegno di vita abbracciando il nulla,
il soffio del vento penetra sul corpo,
asciuga il rosso zampilla di acqua,
il cuore che anela al cielo di agosto.
Un sole forte del suo stesso calore
come un bagliore nel deserto il tramonto,
dell'uomo aspetta a venire
 ancora di lotta di rabbia  il tragitto che resta.
La finestra si affaccia su orizzonti salvati,
gli occhi si chiudono e sognano il giorno,
bagnato da Dio prigione e libertà
si rincorre una stella  e si grida il  nome,
al teatro va in scena  la colpa
estirparta del suo errore
postato da: realta alle ore 06:03 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 30 marzo 2007
SOLO
Creazione ispirazioni uscenti
da percorsi nascosti ma veri,
risalenti la corrente contraria
 emozioni nell'aria,
ti parlo e cambi rotta  non contracambi
il susseguirsi di messaggi desiderio impigliato,
a volte calpestato frutto di un tempo malato,
 gelido nel profondo.
 O voglia di scaldarmi
di un anima che risponde  a i miei affanni,
di chiamare per nome un affetto 
 pulsione  per diventare grandi,
coraggio  ansimante 
 a volte ossessione di bene
 di un mantello a coprire la carne.
Taglio un fiocco di carta e proteggo la rabbia
 un dolce regalo di chi sarà  amante
del mio profumo essenza 
 di uomo nel dentro ancora da solo.
postato da: realta alle ore 12:34 | Permalink | commenti
categoria: