Momenti di vita su specchi ancorati da percorsi vecchi linee di donne di rifiuti e voli su vette a cercare la meta un giorno di gioia sperando che sia salva la vita.
Pensieri e tempo che passa la noia la paura di non esser se stesso come un uccello che aspetta la primavera che mai sarà l’oggetto felice dell’idolo fatto carne, quando un giorno ti sei prostrato ad un affetto di carne.
Freddo e calore nei giochi nei prati oscillazioni d’uragani d’inverni gelati urlando di notte perché nessuno riscalda il mio cuore grido di un povero che cerca nell’uomo il sogno più grande del suo essere vero.
Rabbia trasformata in un gioco e una danza in un mare calmo di un tramonto di sera come la freccia scagliata nel tempo scordando l’inizio e la fine del suo percorso.
Leggerezza di stare senza aspettare come una guardia già sazia posata a distanza per amare senza il ritorno di chi ha sete di un bisogno mai più definizione del piacere di vivere nel mondo.






